Mostra “BIG PAINTINGS” di Giulio Zanet

Galleria Annovi è lieta di annunciare l’inaugurazione della mostra “BIG PAINTINGS” di Giulio Zanet a cura di Rosa Cascone.

L’inaugurazione avverrà il 21 maggio 2022 ore 18 presso la sede di Sassuolo, in Via Radici in Piano 127


Bouba & Kiki. *

Ovvero la rivoluzione del colore secondo Giulio Zanet .

Quale di queste forme è bouba e quale è kiki? È questa la domanda che anticipa l’ingresso alla mostra Big Paintings di Giulio Zanet. Una volta varcata la soglia poi, verrete investiti da un’esplosione di colori. 

La galleria sassolese di Sergio Annovi per i prossimi mesi ospiterà, insieme ai dipinti di Zanet, l’allestimento della nuova collezione VITAMINICA di Vetriceramici, azienda specializzata nella ricerca innovativa e nella produzione di prodotti in ceramica, che si è spinta fuori dal consueto spazio dello show room e invita i suoi ospiti nella sede della storica galleria. Le nuove cromie della collezione dialogano completamente con le opere dell’artista, per cui l’insieme di forme e colori creano un mondo energico, frizzante – vitaminico appunto – che rende la visita in galleria e la fruizione delle opere di Zanet un’esperienza alimentata da diversi stimoli. In tutto lo spazio la figura è completamente assente, mentre il colore è il protagonista assoluto.

Nei grandi dipinti esposti, infatti, l’astrazione pittorica raggiunge la massima espressione immergendo il fruitore tra gli strati di materia e colore.

Ma chi sono allora bouba e kiki? Sono parole che richiamano le forme, sono suoni senza significato che nella nostra immaginazione collettiva corrispondono rispettivamente a una figura più sinuosa e morbida o a una più spezzata e spigolosa. Questa corrispondenza tra forme e suoni, colori e immagini si racchiude nella figura della sinestesia, che è la sensazione estetica piena. Come quella che si percepisce visitando la mostra. 

Le opere di Zanet infatti, nella loro grandezza e semplicità, ci offrono una concezione spaziale che apre e chiude contemporaneamente lo sguardo dello spettatore: gli sfondi materici e compatti dello sfondo si accostano a geometrie astratte ironiche, tondeggianti o spigolose, che con un gesto sdrammatizzante diventano parte dell’opera. In queste opere non c’è quindi una narrazione, un significato nascosto dell’artista, se non la sensazione completa che si prova nel guardarle. 

L’immediata riconoscibilità del colore, delle forme o di buoba e kiki, sono la prova che quella di Zanet è un’arte pura, fine a stessa e in perfetto equilibrio estetico.

La stessa azione pittorica dell’artista avviene in piena libertà. Infatti Zanet, quando dipinge, si approccia al supporto nel modo più aperto possibile, soprattutto perché non sempre esso è di tela, ma anche di PVC, di tessuti recuperati o di carta. In questo modo, la diversità della superficie porta l’artista ad avere sempre una curiosità vergine ad un primo approccio, per poi divertirsi e scoprirsi nella composizione pittorica. Il suo lavoro è un lento rituale di processi che si susseguono e si addizionano sulla superficie materica.

A questa azione gestuale se ne accompagna poi un’altra molto ponderata e riflessiva: ogni gesto è la ricerca di un equilibro di forme e colori che, come una meditazione, mette in azione un grande lavoro di svuotamento, sia per l’artista che lo compie che per chi si trova ad osservare l’opera.

Giulio Zanet, con le sue opere, riporta quella rivoluzione del colore, pura e di ricerca sincera, come quella esplosa negli anni ’80 proprio dal collettivo Memphis a cui tutto l’ambiente circostante s’ispira. 



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