ottobre 14, 2016

Nicola Nannini

Nicola Nannini nasce a Bologna nel 1972. Vive e lavora a Sant’Agostino (Ferrara).Diplomatosi all’Accademia di Belle Arti di Bologna dà ben presto inizio alla propria attività espositiva, dedicandosi quasi interamente alla pittura: ad essa affianca l’insegnamento, come docente di disegno e figura alla Scuola di Artigianato Artistico di Cento e ai corsi liberi dell’Accademia di Belle Arti di Verona.

Figure e paesaggi sono essenzialmente i soggetti sui quali si concentra la ricerca di Nannini, ricerca del tutto singolare: le figure sembrano essere “campioni” di tipologie umane prese in esame in base agli indumenti e agli accessori che indossano. Ogni figura rappresentata è sempre affiancata da una sorta di elenco illustrato di tutti gli oggetti che la caratterizzano, allo scopo di sottolineare l’idea di catalogazione.

I paesaggi, che costituiscono il ciclo di lavori più recente, sono il seguito dell’analisi eseguita sulle figure, sono la loro “contestualizzazione”, ovvero l’indagine dei luoghi in cui esse vivono. Abitazioni semplici, senza pregio, spesso anonime e seriali vengono rappresentate nel dettaglio per evidenziarne i particolari abitativi, o meglio, come suggerisce l’autore, per evidenziare “tutti quegli oggetti che arredano la quotidianità di chi vi abita”. L’intento è quindi quello di parlare di umanità senza descriverla fisicamente ma attraverso il suo “territorio” di pertinenza. Le rare figure che compaiono all’interno di questi paesaggi sembrano anch’esse degli inanimati dettagli del paesaggio stesso, alla stregua di una macchina, un utensile, una bicicletta: sono infatti “applicate come figurine” davanti alla soglia di casa, in posa satica e fissa per enfatizzare l’effetto “elenco”. E’ stato quindi definitivamente abbandonato il lirismo e il calore dei paesaggi notturni che Nannini presentò alla personale del 2003 alla Galleria Forni: i cieli sono diventati bianchi, assolutamente neutri se non assenti, con il preciso scopo di “ritagliare l’oggetto casa”; la luce calda e rassicurante è stata sostituita da una luce bianca, fredda e indagatrice; il chiaroscuro è ridotto all’essenziale; la veduta è sempre frontale e la prospettiva pressoché inesistente; la cura del particolare è decisamente più marcata e rivolta a svelare i più reconditi dettagli.

La pittura di Nannini rivela una rara combinazione tra elevata qualità tecnica ed indiscutibile capacità di coniugare, dentro un’immagine di tradizione italiana, tutte le istanze dell’arte moderna e della figurazione contemporanea.