ottobre 19, 2016

Mimmo Iacopino

Nato  a   Milano   nel   1962, dove  tuttora  vive  e    lavora,  Mimmo  Iacopino   si     forma nell’ambito  della  fotografia  di  still life,  ( allievo di Studio Azzurro dal 1978 al 1985 ) esperienza durata 25  anni  che avrebbe  determinato  anche la sua  particolare direzione artistica. Dal 1986 iniziò infatti a sperimentare il linguaggio pittorico dapprima  con i mezzi tradizionali,  poi utilizzando diversi materiali.

Seguendo  il principio dadaista  le sue  opere accolgono infatti elementi compositivi insoliti, quali fili mouliné in cotone, nastri di velluto,di raso,  metri da  sarto, da  banco, righelli, termometri,  ritagli di  spartiti musicali e di testi letterari. Materiali decontestualizzati rispetto al loro abituale campo di esistenza,  assunti a elementi  artistici  e  composti  in   trame  e   orditi   geometrici  o   ispirati   a   modulazioni aritmetiche, seguendo regole matematiche di  ordinata  follia,  come  attentamente   seppe leggere  Maurizio Sciaccaluga  in  occasione  di  una sua personale,  Cinquantasettegradi, tenutasi   nel   2004.  Lo   stesso  principio  si  riscontra  nelle  opere  create  attraverso  la manipolazione  digitale  di  oggetti  quotidiani,  fotografie  ipnotiche  ed  enigmatiche  dove ciascun  elemento  assolve  la  funzione di segno moltiplicato. Se l’importanza dell’uso del colore nella sua ricerca è stato oggetto di diverse letture critiche in occasione di importanti collettive, da L’Opera al  Nero curata  da Marisa Vescovo nel 2005 a Cromofobie,  ordinata da  Silvia Pegoraro  nel  2009,  il  principio  compositivo  utilizzato  è  stato  oggetto  di una interessante  lettura  di  Ivan Quaroni in occasione  della  collettiva  PATTERNS, tenutasi a Meda nel 2008.

Frequente è stato il riconoscimento della  notevole  manualità  di Iacopino, necessaria per  comporre, intrecciare  e fissare sulla tela i diversi materiali. Tra i premi e le menzioni recenti ricordiamo che la sua opera è stata premiata al concorso PROMOCARD, tenutosi  contestualmente  a  MiArt 2007;  da  segnalare  poi il diploma ricevuto nel 2008 a San Pietroburgo in occasione  della  Biennial VII International Festival of Experimental Art, mentre l’artista è risultato finalista al Concorso COMBAT PRIZE di Livorno, nel 2010. Oltre ad  essere  presente  nelle  più  note  fiere  d’arte nazionali  e  internazionali,  quali MiArt a Milano,  Art First a  Bologna,  Artissima  a Torino, ArtVerona a Verona e Artforum a Berlino, Iacopino ha esposto in diverse sedi pubbliche e museali, frequentemente in Russia, a San Pietroburgo, Mosca e a Minsk. Di recente nel 2014, con la mostra pubblica “Elogio della levità” a Villa Filippini a Besana Brianza e nel 2015 al museo GNAM di Roma nella  mostra “corporate art”. Un bel po’ di strada compiuta, dunque,  dalle  prime collettive con  gli artisti del gruppo Portofranco, iniziate nel 2000, o prima ancora dalla collettiva con la  quale  debuttò  sulla  scena  dell’arte,  nel  1992. Per  sapere  dove  ci porteranno i suoi segreti intrecci creativi, oggi possiamo, semplicemente, seguire le trame e i  percorsi  delle sue opere.

(laria Bignotti)